Salva casa: sanzioni ridotte e stop doppia conformità
Salva casa: sanzioni ridotte e stop
doppia conformità
scritto da Raffaella Mari | 25/11/2025
Emendamento FdI alla Manovra 2026: addio doppia conformità e maxi
sconto sanzioni da 10mila a 2mila euro per il decreto Salva casa.
Semplificazione in vista.
Il percorso di regolarizzazione del patrimonio immobiliare italiano si appresta a
vivere una nuova, significativa fase di trasformazione. A distanza di oltre un anno
dall'entrata in vigore del decreto n. 69/2024, noto alle cronache e agli addetti ai
lavori come Salva casa, il Governo sembra intenzionato a effettuare un vero e
proprio “tagliando" normativo. L'obiettivo è chiaro: intervenire sulle criticità
emerse durante i primi mesi di applicazione e semplificare ulteriormente le
procedure per sanare le piccole difformità che interessano milioni di abitazioni
nella penisola. Questa volontà politica si è cristallizzata in una proposta
emendativa specifica, che potrebbe trovare spazio nel disegno di legge di
Bilancio per il 2026. Non si tratta di indiscrezioni, ma di un testo concreto
inserito nel fascicolo degli emendamenti segnalati e che porta la firma di esponenti
di rilievo della maggioranza, in particolare Matteo Gelmetti e Domenico Matera di
Fratelli d'Italia. Le novità sul piatto sono sostanziali: dal superamento definitivo
della doppia conformità a un drastico abbattimento delle sanzioni pecuniarie.
Un tagliando necessario oltre la logica del condono
L'iniziativa parlamentare si inserisce in un contesto tecnico e legislativo ben
preciso, che merita di essere distinto con nettezza dalle altre misure in
discussione. È fondamentale sottolineare come, in questa specifica circostanza,
l'azione dell'esecutivo si muova al di fuori del filone del condono edilizio
tradizionale. Sebbene il Governo abbia dedicato ben quattro proposte alla possibile
riapertura dei termini per i condoni del 1985 e del 2003 – con l'obiettivo di evadere
le richieste giacenti in modalità diverse – l'intervento sul Salva casapersegue una
filosofia differente.
Il decreto 69/2024 non nasce come strumento straordinario di clemenza per abusi
insanabili, bensì come veicolo normativo volto a rafforzare la sanabilità delle
difformità edilizie già esistenti, operando all'interno del perimetro delle norme
ordinarie e senza ricorrere a deroghe o procedure speciali che scavalchino la
pianificazione territoriale. Per raggiungere questo scopo, il legislatore aveva già
inserito una lunga serie di modifiche chirurgiche al Dpr n. 380/2001, il Testo unico
dell'edilizia. Oggi, con l'emendamento Gelmetti-Matera, si punta a perfezionare
ulteriormente questo impianto, agendo sulle leve che hanno mostrato maggiore
attrito nella fase applicativa.
La rivoluzione sulla doppia conformità
Tra le novità più rilevanti introdotte originariamente dal Salva casa figura
l'accertamento di conformità, normato dalla nuova procedura dell'articolo 36 bis.
Tale strumento è stato concepito per sanare, previo pagamento, le parziali
difformità e le variazioni essenziali. Tuttavia, l'accesso a questa sanatoria è
rimasto vincolato a paletti che, seppur smussati rispetto al passato, rappresentano
ancora un ostacolo per molti proprietari. La proposta di modifica mira ad
ammorbidire ulteriormente questi requisiti, concentrandosi sul concetto di doppia
conformità.
Attualmente, la normativa impone un doppio onere probatorio: per regolarizzare
l'immobile è necessario dimostrare che l'intervento sia conforme alla disciplina
urbanistica vigente al momento della presentazione della domanda e,
contemporaneamente, alla disciplina edilizia vigente al momento della
realizzazione dell'intervento stesso. Questo doppio binario temporale ha spesso
reso impossibile la sanatoria per opere che, pur essendo conformi oggi, non lo
erano anni fa, o viceversa.
L'emendamento presentato dalla maggioranza propone di allineare questi due
passaggi temporali in un'unica verifica. Il testo della proposta è esplicito: «il
responsabile dell'abuso o l'attuale proprietario dell'immobile possono ottenere il
permesso di costruire e presentare la segnalazione certificata di inizio
attività in sanatoria se l'intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica
nonché ai requisiti prescritti dalla disciplina edilizia vigente al momento della
presentazione della domanda». La portata di questa modifica è vasta: con una
notevole semplificazione amministrativa, si guarderebbe esclusivamente al
momento di presentazione dell'istanza di sanatoria. Di fatto, verrebbe cancellata
definitivamente la necessità della doppia conformità, sbloccando un numero
potenzialmente elevatissimo di pratiche oggi ferme.
Il maxi sconto sulle sanzioni pecuniarie
Se la modifica sulla conformità agisce sul piano della fattibilità tecnica, la novità
forse più incisiva per i cittadini riguarda l'aspetto economico. L'emendamento
ipotizza di operare una netta semplificazione e riduzione delle somme da versare
per ottenere la regolarizzazione. Il sistema sanzionatorio introdotto con la prima
stesura del decreto si è rivelato, sin dall'approvazione della norma, uno dei
passaggi più difficili da digerire per gli operatori del settore. I criteri di calcolo
fissati erano piuttosto complessi e coinvolgevano direttamente anche l'agenzia
delle Entrate, creando incertezze interpretative che hanno richiesto successivi
chiarimenti da parte del ministero delle Infrastrutture.
La proposta di Fratelli d'Italia interviene drasticamente su questo fronte,
introducendo quello che può essere definito un vero maxi sconto. Per le
irregolarità considerate più gravi – ovvero gli interventi eseguiti in totale assenza
della segnalazione certificata di inizio attività (Scia) o in difformità da essa –
l'importo della sanzione massima subirebbe un taglio verticale. Dagli attuali
10.328 euro, il tetto massimo scenderebbe ad appena 2.068 euro. Inoltre, viene
prevista la possibilità che tale cifra possa scendere ulteriormente in specifici casi,
rendendo la sanatoria economicamente accessibile a una platea molto più vasta di
famiglie e proprietari immobiliari.
Semplificazione burocratica: fuori
l'Agenzia delle Entrate
L'operazione di restyling del Salva casa non si limita a ridurre gli importi, ma
punta anche a snellire l'iter burocratico che accompagna il calcolo delle oblazioni.
L'emendamento segnalato propone di cancellare qualsiasi riferimento agli uffici
territoriali dell'agenzia delle Entrate per la determinazione delle sanzioni.
Questa modifica avrebbe un impatto immediato sul lavoro dei professionisti tecnici
(geometri, architetti, ingegneri) e degli uffici comunali, alleggerendo di molto il
carico amministrativo e le tempistiche di lavorazione delle pratiche. Eliminando il
passaggio con l'amministrazione finanziaria per la quantificazione dell'importo, si
rimuove un collo di bottiglia che ha rallentato l'efficacia del provvedimento nel suo
primo anno di vita. L'intento del legislatore appare dunque duplice: da un lato
rendere la sanatoria meno onerosa, dall'altro renderla più rapida e certa nei suoi
esiti, incentivando i cittadini a regolarizzare la propria posizione immobiliare in
vista del 2026.
Pubblicato / Condiviso, il 26 Novembre 2025
In primo piano
Resta sempre aggiornato
La sezione articoli fa al caso tuo
Polizza Assicurativa
Responsabilità Professionale
La nostra polizza assicurativa per l'anno in corso, per i rischi di Resposabilità Civile
Leggi Certificato di Assicurazione
Richieste
Hai bisogno di contattarci?
Vuoi far locare un immobile?
Vuoi acquistare un immobile?
Dal nostro Blog
Leggi gli approfondimenti scritti
dal nostro staff nella sezione Blog
Siamo Associati FIMAA
Federazione Italiana Mediatori Agenti d'Affari
Resta in contatto
Contattaci per una consulenza gratuita e per fare valutare il tuo immobile gratuitamente


